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29 novembre 2012

Coniglio al Civet di mio nonno Paolo







Sono le 4.45, con occhi spalancati guardo lo schermo del pc troppo illuminato.
E' stata una nottata terribile, Viola non ha dormito nulla, le ha avute tutte: tosse, male alla pancia, naso colante, poi le scappava la pipì... e poi...voleva venire nel lettone, e poi ... voleva il cane, poi poi poi non ho dormito una mazza.

Non so se adesso ho le capacità e la forza di parlarvi di questo coniglio, cucinato alla maniera tipica Piemontese. Ci provo. 

Questa ricetta è di mio nonno, a casa era lui l'addetto del coniglio al civet.
Mi ricordo quando preparava i profumi, e inseriva i chiodi di garofano nella cipolla, la nonna, sarta provetta, invece, ogni tanto cucina un piccolo sacchetto e preferiva inserirli tutti li, così poi era più facile, a fine cottura, levarli.

Come vi ho già detto, questa ricetta è tipica Piemontese, preferibilmente si mangia d'inverso accompagnata da una bella polenta concia, ma anche in estate in montagna non è male.

Accorgimenti: vi ricordo che  ha una preparazione lunga, infatti il coniglio deve marinare per una notte nel vino rosso.





1 coniglio di cascina

1 bottiglia di buon vino
1 carota
2 coste di sedano bianco
1 cipolla
1 spicchio d'aglio
2 foglie di alloro
1 rametto di rosmarino
1 cucchiaio di farina 00
brodo vegetale q.b.
burro
una grattata di noce moscata
4 bacche di ginepro
4 chiodi di garofano
sale e pepe nero




Lavate il coniglio e tagliatelo a pezzi, mantenendo intero il fegato, asciugatelo con della carta assorbente.
Pulite tutte le verdure e tagliatele a pezzi, tranne la cipolla, che utilizzeremo intera. 
Nella cipolla inserite i chiodi di garofano, così sarà più facile non perderli durante la marinazione, ma soprattutto a cottura ultimata quando dovrete eliminarli.
Tutto il resto tagliatelo a tocchetti.  
In un grande contenitore mettete  il coniglio, compreso il fegato,  le verdure, i gusti, le droghe,  e coprire con tutto il vino lasciandolo a riposo per una notte. 
Prelevate i pezzi di carne, asciugateli e infarinatele.
In un tegame, fateli rosolare con un pezzo di burro, girandoli di tanto in tanto. Aggiungete il vino di infusione con le verdure, gli odori, e la cipolla.
C'è chi nella cottura non usa rimettere le verdure, io non farei questo errore se fossi in voi,  perché si utilizzano successivamente  per preparare la crema.
Fate cuocere per 2 ore, adagio, controllando che non manchi il vino, se così fosse aggiungete del brodo vegetale ( io uso quello preparato con il mio dado). Solo verso fine cottura unite il fegato. 
Quando il coniglio sarà cotto, dovrete prelevare tutti i pezzi compreso il fegato. Con il frullatore ad immersione frullate tutte le verdure e  il fondo di cottura, ricordandovi di eliminare le bacche di ginepro e i chiodi di garofano (cipolla). 
Il fegato io non lo frullo mai, neanche il mio nonno lo faceva, perché quella era (è) il mio boccone preferito.
Rimettere nella casseruola i pezzi di coniglio e il civet (l'intingolo) e servite caldo con una buona polenta.






Per questa ricetta ho utilizzato la pentola Domo enjoy Cooking linea terraccota

6 commenti:

  1. Tesoro, il coniglio di tuo nonno è una ricetta davvero preziosa.. grazie per averla condivisa con noi! Ha un aspetto stupendo e tutto l'aroma della tradizione. Mi dispiace che tu non abbia dormito, quando non si dorme tutto sembra più difficile e ne so qualcosa.. non riesci a riposarti un attimo solo? Un abbraccio con affetto.. davvero.

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  2. Ricetta favolosa, vi si legge tutta la tradizione di una famiglia, fa immaginare che tutti i componenti della foto siano appartenuti ai nonni, anzi che il tovagliolo l'abbia fatto proprio la nonna per il suo corredo.

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  3. Caro mimmo il tovagliolo era proprio della mia nonna, del suo corredo di nozze, ricamato a mano.

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  4. Mi immagino i sapori e i profumi...bellissima l'immagine di tuo nonno-addetto al coniglio!! Anche mio papà è "addetto" ad alcuni piatti, guai se mia madre ci mette becco!! ;)

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  5. le ricette di famiglia hanno sempre un qualcosa di particolare, il profumo, l'armonia...

    le posate e il tovagliolo ricordano una tavola antica, elegante...

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  6. adoro il coniglio essendo una carne relativamente magra..... poi le ricette dei nonni sono sempre le migliori... la terrò a mente! un bacione cara laura... giuli [www.loveateverybite.com]

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