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08 dicembre 2012

Da Bigazzi: Le costine De' Medici





Questa volta non ho cucinato io, e non è neanche mia la ricetta, ma devo ringraziare, prima di tutto, mio papà, il cuoco e Bigazzi, si proprio lui, per la ricetta.
Ormai mio papà è un'appassionato della trasmissione "Amici miei...bischeri" in onda su Alice Tv, lo capisco, anche a me piace tanto, si parla di cucina vera, quella di una volta, quella povera ma gustosa.
Bigazzi ci regala mille segreti della cucina italiana, anche se segreti non ce ne sono, perchè quello che per noi sembra una super novità per le nostre nonne era normalità.
Io sono un'ambasciatrice della cucina tradizionele, dei prodotti di qualità, ogni tanto ci provo ad utilizzare ingredienti particolari, ma rimango sempre un po' delusa.
La qualità degli  ingredienti in questa ricetta è fondamentale, se non volete discostarvi dalla tradizione,  la carne del maiale so che ormai è impossibile trovarla di selvatico, ma se avete questa fortuna, sappiate che è quella che ci vuole.







per 3 persone

600g costine di maiale
300g prugne 
50g albicocche secche
succo di prugna ricavato dalla cottura delle prugne nel vino 
un rametto di rosmarino
2 spicchi di aglio
1 bicchiere di vino bianco secco per sfumare
1l di vino bianco per far cuocere le prugne
Sale e Pepe



Questa è una ricetta tradizionale del Rinascimento, infatti non vi compaiono, ad esempio,  pomodoro e patate, che approdarono in Italia solo dopo la scoperta dell'America (1492).
La frutta utilizzata è essiccata, questo perché l'essiccazione era un metodo utilizzatissimo  per conservare i cibi, in quel periodo.

Prima di tutto cuocete le prugne secche, snocciolate, nel vino bianco aggiungendo un po' di sale e pepe.
Dovete farle cuocere fino a quando non diventeranno una crema.
Tagliate l'aglio a pezzetti grossi, fatelo soffriggere in abbondante olio e di qualità con un rametto di rosmarino; quando l'aglio inizia a colorarsi aggiungeteci le costine, salate e pepate.
Piccola parentesi sull'olio; molte volte sento dire che per la cottura anche un olio di bassa qualità va bene, la scusa è sempre questa "intanto il gusto non si sente", io non sono di quest'idea, e nella puntata di Alice, Bigazzi ha ben spiegato perché la qualità è il primo criterio di scelta dell'olio: se non fosse tale, fumerebbe subito e dorerebbe troppo presto le carni senza cuocerle bene, poiché sale di temperatura troppo in fretta.
Fate indorare e imbiondire le costine.
Tagliate a pezzetti le albicocche secche, mi raccomando cercate quelle italiane che sono le migliori perché non sono cariche di chimica come quelle turche o californiane.
Adesso tagliate anche le ultime prugne che vi sono rimaste, sfumate con il bicchiere di vino le costine.
Versate il giulebbe (prugne e vino) sulle costine, aggiungete le prugne e le albicocche che precedentemente avevate tagliato a pezzi, levate il rametto del rosmarino.
Fate cuocere fino a quando non si è ristretto il sugo circa 30 minuti.



Tegame Domo antiaderente

12 commenti:

  1. ho già l'acquolina in bocca anche a quest'ora del mattino

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    1. Grazie per esserti aggiunta tra i miei amici!

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  2. Mamma mia le costine.. mamma mia che ricetta.. pure con prugne e albicocche! Ossignore.. complimenti!!

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  3. Lauretta, belle queste costine. E sai? Oltre che come un piatto rinascimentale c'e' un'altro modo di interpretare questa ricetta. Infatti sembra proprio qualcosa dalla tavola di quella tua amica mezza Inglese che sai tu :D

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    1. Si si... la conosco vagamente...quella che cucina anche con tante spezie?

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  4. Wow, che buone! Approfitterò delle feste per provare a farle!

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  5. Anche i miei genitori vanno matti per Bigazzi e la sua cucina... e queste costine devono essere buonissime. A presto!

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    1. Oddio, mi sento vecchia.. piace a tutti i "vecchi"?! ;-)

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  6. Evviva il papi e Bigazzi, che personalmente adoro! Queste costine sono favolose del tipo lecchiamoci le dita! Sono felice di rileggerti! Un bacione Ely

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    1. Ciao Ely! e si sono tornata, con calma, ma ogni tanto pubblico qualcosa... cmq l'invito a cena c'è sempre...

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  7. Mi piacciono le ricette tradizionali ricche di storia e di sapori. Ho lavorato per una trasmissione enogastronomica e non ti dico che "pastrocchi" ho visto a giro!

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